– A cena tra amici –

“La mia amica Giulia fa la cuoca. Lavora in un ristorante in centro a milano e, ragazzi, quando dico che è la migliore non esagero.”

È proprio la migliore in assoluto, le hanno fatto anche delle recensioni positive in giornali importanti, per non so quali sue ricette. Insomma, che non mi si vengano a chiedere i dettagli, ma in cucina lei è veramente la numero uno. Quindi ho bisogno del suo aiuto per conquistare Jessica.

Jessica è una di quelle ragazze che ti fanno uscire di testa. Alta, con la pelle color cioccolato fondente, i capelli neri e lisci che le arrivano alla vita e occhi profondi nei quali perdersi. Fa la modella – sì, la modella.

“Fa la modella – sì, la modella.”

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L’ho vista nello studio fotografico dove lavoro, e non so dove ho trovato il coraggio di invitarla a cena. Lei, inspiegabilmente, ha accettato: capite che per fare colpo non mi basta portarla in centro, mi devo distinguere dalla massa.

Cucinare qualcosa di particolare a casa mia, mi sembra la soluzione migliore. L’unico problema è che io faccio il fotografo, non lo chef, e a malapena so salare l’acqua per cuocere due spaghetti. Ed è qui che entra in gioco Giulia. La imploro di darmi una ricetta stratosferica, da figurone garantito, per degli ospiti speciali.

Detto fatto: astice alla catalana. Solo che io inizio a sudare freddo solo a sentire la procedura. Prima di tutto gli astici vanno cucinati in abbondante acqua salata. Decido all’istante di invitare due miei amici fotografi, per un supporto tattico; in più, non sembrerò uno che ci vuole provare a tutti i costi.

Una cena fra colleghi insomma, con una modella che potrebbe essere il nostro soggetto per un lavoro futuro. Sì, funziona. Gli altri passaggi mi sembrano persino peggio di lessare gli astici. Tagliare la cipolla a julienne. Cioè? Per non parlare della vinaigrette. Non ho idea di che cosa sia.

“Detto fatto, astici alla catalana.”

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Per fortuna Giulia mi prepara gran parte dell’occorrente, io devo cucinare gli astici per venticinque minuti (il tempo di un aperitivo, per sciogliere il ghiaccio). I passaggi dopo non li ricordo più, ma Giulia mi ha preparato dei post- it colorati con le istruzioni in caso di necessità. Chissà, magari Jessica cucina bene. Casa mia, comunque, farà un figurone. È bellissima, elegante, prevalentemente bianca. Il bianco è il mio colore preferito.

Mi immagino la pelle scura di Jessica appoggiata ai miei divanetti candidi: una fotografia stupenda. Click. Jessica sdraiata sul mio grande tavolo bianco. I tavoli non sono mai abbastanza grandi, a mio parere. Click.

Alle otto arrivano i miei amici, con una bottiglia di vino rosso. “Questo è per quando noi leveremo le tende, ma solo in caso di necessità.” Guardo Alex in maniera interrogativa. “Fidati, collega” spiega lui. “Il Merlino è un vino magico. Fa diciannove gradi. Due bicchieri di questo, accompagnati da un po’ di cioccolata, sciolgono ogni donna. Matematico.”

“Casa mia, comunque, fara’ un figurone.”

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Io mi sento infallibile. Alle otto e un quarto arriva Jessica, bella da togliere il fiato, stretta in un tubino rosso che le lascia la schiena scoperta. “Allora, cosa si mangia?” mi chiede sorridendo. Che bel sorriso ha. Tutto contento la porto in cucina a vedere gli astici vivi nel lavandino, certo di impressionarla. In effetti si impressiona, tanto che inizia a piangere a dirotto. Se ne va correndo, gridandomi fra le lacrime che è vegana e che io sono una persona orribile.

La porta sbatte e scende un silenzio di tomba. Vorrei sprofondare. Alex inizia a ridere e rido anch’io, senza riuscire a smettere. Stappiamo una bottiglia di vino frizzante, seguiamo i post- it di Giulia e mangiamo insieme, ridendo e chiacchierando, come non succedeva da troppo tempo. Per fortuna gli amici non se ne vanno mai, anzi, sanno trasformare un disastro in una piccola festa.

La sera successiva, Giulia suona alla mia porta. Vuole sapere com’è andata la cena, se l’astice è piaciuto ai miei ospiti. “Non ne è rimasto nemmeno un pezzetto! Da tanto non passavo una serata così bella.” “Sono contenta” Giulia sorride ed entra. “Che bella casa che hai, così luminosa. E poi, adoro i tavoli grandi.”

Ricambio il sorriso. “Anch’io.” Decido che è il momento giusto per aprire la bottiglia di Merlino. Cercando la cioccolata, mi ritrovo a pensare ancora una volta che i tavoli non sono mai troppo grandi…

“Cercando la cioccolata, mi ritrovo a pensare ancora una volta che i tavoli non sono mai troppo grandi…”

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Astici alla Catalana

PROCEDIMENTO:
Gli astici vanno lessati in abbondante acqua salata per 25 minuti e lasciati raffreddare nel loro liquido di cottura. Tagliateli a metà nel senso della lunghezza. Tagliate la polpa a pezzettini e mettetela in un’insalatiera con l’aggiunta di cipolla di Tropea tagliata alla julienne e pomodorini. Per insaporire potete inserire anche erbe aromatiche come timo e maggiorana.

A parte, preparate una vinaigrette con olio, succo di limone, pepe e sale. Condite l’insalata di pesce e servite su un bel vassoio, all’interno dei gusci d’astice che avete accuratamente pulito in precedenza. Buon appetito!

CURIOSITÀ:
Sotto il regno degli Aragona, nel quattordicesimo secolo, ad Alghero (che significa “piena di alghe”) s’insediò una colonia spagnola di catalani dei quali ancora oggi si parla la lingua e si tramandano alcune ricette, come questo modo di preparare l’astice.

INGREDIENTI:
Ingredienti per 4 persone: 2 astici da 500 gr,15 pomodorini,1 cipolla, succo di limone, olio, sale, erbe aromatiche (timo, maggiorana…)

PER LA VINAIGRETTE:
1/2 bicchiere d’olio,1 limone, sale, pepe.

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