– Appuntamento con la perfezione –

“Ci sediamo, iniziamo a chiacchierare. Già mi immagino i pettegolezzi: questi pomeriggi mi rilassano in modo incredibile.”

Sistemo per l’ennesima volta i soprammobili. Sono perfetti, lo so, ma io voglio di più. Voglio che ogni dettaglio sia impeccabile. Sposto di qualche millimetro i miei preziosi vasi, faccio due passi indietro e sospiro. Sì, sono soddisfatta.

Adoro le mie amiche, ma riguardo allo stile sono un po’ maniacali. Come me, del resto. Questo mercoledì prendiamo il tè da me, il prossimo andremo a casa di Claire. Ricordo che una volta frequentavamo una tipa stravagante, una certa Jane. Un giorno ci accolse a casa sua con le unghie laccate di smalto arancione.

Nella propria persona, certo, ma anche nell’ambiente che in cui viviamo. Ogni casa parla di chi la abita. L’arredamento del mio appartamento a Sidney è fantastico. Ricordo ancora la faccia delle mie amiche quando ci hanno messo piede per la prima volta: erano estasiate. “Wow, Mary! È fantastico, davvero.”

“I dettagli sono fondamentali.”

Lago Mobili - Collezione Civico 12 - Racconti - Mercoledì

Era stata Jennifer a dirlo. E lei, ve lo assicuro, è una che nota ogni minima imperfezione. Fa la stilista, esattamente come me. Ma lavoriamo per case di moda diverse. Oggi indosso un vestitino in pizzo bianco e dei tacchi rossi. Alti, ma non troppo. Unico accessorio, un sottilissimo braccialetto d’argento al polso sinistro. Semplice, essenziale, elegante. Come dovrebbe essere un uomo. Per questo non l’ho ancora trovato.

Tè, pasticcini e tazze sono già nel tavolino al centro del salotto. Le mie amiche arrivano alle cinque, puntuali. Sono fantastiche. Jennifer è stretta in un paio di jeans strappati, con un top nero che lascia vedere l’ombelico. Claire ha un insolito vestito a righe bianche e blu, molto corto. Anna, invece, ha optato per una lunga gonna verde, abbinata ad una camicetta di seta.

Ci sediamo, iniziamo a chiacchierare. Già mi immagino i pettegolezzi: questi pomeriggi mi rilassano in modo incredibile. Jennifer finisce di mescolare il tè e appoggia il cucchiaino. “Ragazze, ho una notizia pazzesca. Non indovinerete mai, e dico mai, ci si trasferirà vicino a casa mia.”

“Il principe azzurro?” chiede Anna.“Macché, molto meglio. Quel campione di moto… quello famoso.” “Non ti ricordi il nome? Non dev’essere così famoso, allora” ride Claire. Jennifer fa un cenno altezzoso con la mano. “Io sono una stilista, non seguo questi sport. Ma lo conquisterò, ci potete scommettere.”

“Ogni casa parla di chi la abita.”

Lago Mobili - Collezione Civico 12 - Racconti - Mercoledì

“Prova ad uscire in costume, per prendere il giornale” suggerisco io. “Non ha bisogno di questi trucchi, lei. Lo sedurrà anche da vestita” la prende in giro Claire. “C’è poco da ridere. Se non lo conquisterò io, lo farà una di voi, quando verrete a prendere il tè da me. Dovete ammettere che, viste insieme, facciamo decisamente colpo.”

“Ma io non voglio accalappiare un campione di moto. E poi, chi è? Quello italiano? Valentino Rossi?” dice Anna. “No, no. Il nome non lo ricordo. Ma lo dobbiamo assolutamente aggiungere alla nostra lista” sentenzia Jennifer. Ridiamo. Sì, è vero, insieme facciamo decisamente colpo.

Guardo il nostro riflesso nei due specchi rotondi del mio salotto: siamo belle, single, impeccabili. E anche se non sembra, io so che nel nostro cuore c’è spazio a sufficienza per accogliere qualcuno. Siamo un po’ come le nostre case: perfette, sorprendenti, curatissime. Grandi, fin troppo per una sola persona.

“Tè, pasticcini e tazze sono già nel tavolino al centro del salotto.”

Lago Mobili - Collezione Civico 12 - Racconti - Mercoledì

La storia del tè

Il tè rivendica a pieno titolo il privilegio di essere una delle bevande più antiche e consumate sulla terra, seconda solo all’acqua con cui si prepara e vanta una storia che si fa risalire a 5.000 anni fa anche se le sue origini sono avvolte nel mistero.

Secondo la leggenda cinese, l’imperatore Chen Nung (Shen Nung), detto il Divino Mietitore per l’impulso da lui dato all’agricoltura, era così fiscale per il rispetto dell’igiene che non beveva altro che acqua bollita e aveva ordinato ai propri sudditi di attenersi allo stesso precetto.

Un giorno, nell’anno 2737 a.C., mentre l’imperatore era seduto a riposare all’ombra di un albero di tè selvatico, una leggera brezza fece cadere alcune foglie di tè all’interno dell’acqua messa a bollire e essa aveva assunto un invitante color oro. La curiosità prevalse e il grande imperatore assaggiò per la prima volta la deliziosa bevanda chiamata poi tè.

Dopo averla bevuta si sentì preso da un benessere indicibile e volle conoscere meglio l’albero che aveva prodotto quella foglia meravigliosa e benefica, favorendone così l’uso e la coltivazione. Ecco nascere l’uso del Tè.

Lago Mobili - Collezione Civico 12 - Racconti - Mercoledì