– Profumo di te –

“Per i profumi ho un dono particolare. Non mi devo sforzare: mi restano impressi nella mente e non se ne vanno più.”

Mi posso dimenticare una data, un orario, un impegno preso da tempo; ma un profumo proprio non riesco a scordarmelo. I ricordi più importanti della mia vita sono legati a filo doppio coi profumi. Quello che respiravo a casa mia, da piccola, fra le pieghe delle lenzuola appena lavate da mia madre.

Quello dei fiori nei campi, quando correvo fino a perdere il fiato con i miei amici, senza ascoltare i grandi che ci urlavano di tornare, che era pronta la cena. Quello di chi, nel bene e nel male, ho amato.

Qui ad Abu Dhabi non ci sono campi pieni di fiori; in compenso però, ho imparato ad apprezzare altri profumi che si sentono camminando per strada, gli oli, le spezie.

“I ricordi della mia vita sono legati a filo doppio coi profumi.”

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Fra poco più di mezz’ora avrò quarant’anni. Abbastanza da far sentire vecchia qualsiasi donna, figuriamoci una che si trova nella mia situazione sentimentale. Vorrei addormentarmi e svegliarmi domani a mattinata inoltrata, ma non ho sonno. Spengo il cellulare, e decido che resterà spento per un bel po’.

Non ho nessuna voglia di ricevere chiamate banali. Francesco deve ancora rientrare, è a cena con degli amici. Forse anche delle amiche, ovviamente più giovani di me. Sì, sono ancora gelosa, e lui mi prende in giro.

Mi ripete che non potrebbe nemmeno annusare il profumo di un’altra donna, dopo aver appoggiato le labbra sul mio. Seduta davanti alla mia toilette, decido malvolentieri di togliermi il trucco. Non so se odio di più stare senza trucco o senza profumo: senza trucco sono troppo pallida. Senza profumo, mi sembra che manchi un pezzettino di me.

Guardo la mia immagine riflessa negli specchi e una donna con dei lunghi capelli rossi mi restituisce un penetrante sguardo azzurro. Ho la pelle bianca come il latte, con un po’ di lentiggini.

“Senza profumo mi sembra che manchi un pezzettino di me.”

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Francesco fa il designer e mi ripete spesso che non ha potuto fare a meno di scegliermi, perché gli piacciono solo le cose belle. Quelle che hanno un loro delicato equilibrio, anche nell’imperfezione. Quelle che puoi stare ore a guardare affascinato, senza stancarti. L’ho seguito qui, dove lavora, prendendomi della pazza da amici e conoscenti. Ma alle critiche ci sono abituata, le ricevo ininterrottamente da quando ci siamo fidanzati, e ormai mi scivolano addosso.

È stato Francesco ad arredare casa nostra, con uno stile che lo rispecchia: elegante, sobrio, indiscutibilmente affascinante. Ha trentun anni, nove in meno di me. Lo conosco da quando era piccolo: ricordo che girava attorno a casa mia in bicicletta, chiedendo a mia madre se ero uscita con qualche ragazzo più grande. Sì, ovviamente. Fino a quando, molti anni dopo, ci siamo incontrati in un bar. “Giulia!”

“Perche’ gli piacciono solo le cose belle.”

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“Francesco?” avevo chiesto. Del ragazzino impacciato non era rimasto nulla, a sorridermi era un bellissimo ventenne. Abbiamo passato la serata insieme, così come la maggior parte di quelle successive, fino ad oggi.

Francesco non usa il profumo e io preferisco così, perché il profumo della sua pelle è quello che amo di più al mondo. Quello che sento per primo tornando a casa la sera, nonostante tutti gli aromi e gli incensi che spargo nelle stanze. Due mani mi accarezzano piano i fianchi.

“Sei già qui?”
“Non avrei sopportato di non essere il primo a farti gli auguri.”

Francesco mi prende il volto, costringendomi a guardarmi allo specchio. Sa perfettamente cosa mi passa per la testa. Lo sa sempre. “Per me non sei mai stata più bella di come sei ora, qui, con me.” Io chiudo gli occhi e mi appoggio alla sua pancia, sentendo il ritmo del suo respiro, lasciando che mi accarezzi i capelli, mentre il cuore mi batte all’impazzata. Veloce come quello di una ragazzina innamorata.

“Per me non sei mai stata più bella di come sei ora, qui, con me.”

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I Profumi

Il profumo fa parte della storia dell’uomo da quasi sette millenni. Nasce in Medio Oriente ed è profondamente legato alla civiltà egizia, dove faceva da intermediario fra l’uomo e gli dei. Dal contatto con le divinità all’imbalsamazione dei defunti, il profumo non poteva mancare. Si utilizzavano aromi che, pare, favoriscono l’elevazione dell’anima: resina di terebinto, olibano, galbano, laudano, mirra…

Per avere un’idea dell’importanza del profumo per gli egizi, basti pensare che ogni mattina i sacerdoti pulivano e cospargevano di profumo le statue divine. L’arte di miscelare gli aromi, poi, si diffonde in Grecia e a Roma con le campagne militari di Alessandro Magno. I mercanti arabi conquisteranno il mercato asiatico; successivamente, al tempo delle crociate, l’abitudine del profumo tornerà anche in Europa.

È un fenomeno che non conosce freni nemmeno oggi, anzi: in un ambiente stressato e frenetico, il profumo è una coccola rigenerante che porta sollievo al corpo e allo spirito. Anche prima di andare a dormire: sono diventate leggendarie le due gocce di Chanel N. 5 “indossate” da Marilyn.

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